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pagina aggiornata il 27/12/2003

Serata di festa al ristorante Montalcino

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Poesie, brani di prosa e spicchi d'arte dedicati alla bici..

La bicicletta - Tu mi piaci. Tu sei agile,
sei snella e nervosa come la rondine e i caprioli;
sei ebbra del più piccolo raggio di sole mattutino;
tu sei felice di essere libera e di fuggire verso la campagna.
Docile e viva divori lo spazio!.........
Mi piaci e voglio che tu sia la mia compagna;
con i tuoi muscoli d'acciaio, le tue ruote che mordono la ghiaia,
ti lanci sulla strada:
le pietre del sentiero non arrestano la tua corsa,
nè le foglie morte dei boschi, nè la tenera erba del prato...

Phileas Sebesgue

   

   
Tutti nel dopoguerra hanno cantato Bellezza in bicicletta:
Quando, a primavera, per le strade passa il "Giro" gridan tutti ai corridor:
Dai, dai, dai, dai, dai, dai! Dai, dai, dai, dai, dai, dai!
Ma se una maschietta in bicicletta passerà, vedrai che ognuno, là per là
la testa girerà e allegro canterà.
Ma dove vai bellezza in bicicletta, così di fretta pedalando con ardor?
Le gambe snelle tornite e belle, m'hanno già messo la passione dentro al cuor!
Ma dove vai con i capelli al vento, col cuor contento e col sorriso incantator?
Se tu lo vuoi o prima o poi arriveremo sul traguardo dell'amor!
Se incontriamo una salita, io ti sospingerò
e stringendoti alla vita, d'amor ti parlerò.
Ma dove vai bellezza in bicicletta, non aver fretta resta un poco sul mio cuor,
lascia la bici, dammi i tuoi baci è tanto bello far l'amor!
Ma dove vai bellezza in bicicletta, così di fretta pedalando con ardor?
Le gambe snelle tornite e belle, m'hanno già messo la passione dentro al cuor!
Ma dove vai con i capelli al vento col cuor contento e col sorriso incantator?
Se tu lo vuoi o prima o poi, arriveremo sul traguardo dell'amor!
Se incontriamo una salita io ti sospingerò
e stringendoti alla vita, d'amor ti parlerò.
Ma dove vai bellezza in bicicletta, non aver fretta resta un poco sul mio cuor
lascia la bici dammi i tuoi baci è tanto bello far l'amor!

 

 

   

Anche i calabroni vanno in bicicletta grazie a Frate Indovino:
Il Calabrone e la lucciola
un giorno un calabrone, andando in bicicletta,
pregò una luccioletta di fargli da lampione.
Un vigile stradale, stando in osservazione,
disse: mi va benone! è più che naturale!
Lucciole per lanterne, son mode sempre eterne.
   

   

La mia ruota in ogni raggio
è temprata dal coraggio
e  sul cerchio in piedi splende 
la fortuna senza bende.

Gabriele d'Annunzio

   

   


"Bici e fanfare"
 Poggesi

Ricordi d'infanzia sono legati a queste biciclette soavemente sospese nella luce rosa del tramonto. Leggiadro e scanzonato il protagonista mostra il suo sorriso: passano i bersaglieri, gli ottoni squillano lungo le mura di Porta Pia, il ponentino scuote i fiori del tiglio gonfiando l'aria di nostalgia!